Una vittima di spoofing bancario e truffa telefonica assistita dallo Studio ha ottenuto la restituzione integrale delle somme sottratte dal proprio conto corrente, per un importo superiore a euro 15.000.

Il risultato è stato raggiunto a seguito di un procedimento arbitrale promosso nei confronti dell’istituto bancario, che aveva consentito l’esecuzione delle operazioni fraudolente.

La frode è stata realizzata mediante una tecnica sempre più diffusa denominata spoofing, utilizzata nelle moderne truffe ai danni dei correntisti.

I truffatori hanno:

  • inserito un messaggio fraudolento all’interno della conversazione SMS ufficiale del servizio Poste, perfettamente identica a quelle autentiche;

  • contattato telefonicamente il cliente simulando l’identità di operatori dell’istituto;

  • preso il controllo dell’internet banking del cliente portando a termine operazioni in uscita (bonifici e ricariche postepay), svuotando, di fatto il conto corrente.

La particolarità è consistita nel fatto che il cliente, convinto di interagire con operatori bancari reali, autorizzava con il proprio telefono cellulare le operazioni in uscita.

Il cliente ha dapprima avviato una procedura di rimborso con la banca che non ha avuto esito positivo.

Lo Studio ha quaindi assistito successivamente il cliente:

  • in sede penale, mediante denuncia per truffa informatica;

  • in sede civile e arbitrale, per l’accertamento della responsabilità bancaria.

Molti correntisti rinunciano ad agire ritenendo erroneamente di aver perso ogni tutela anche in ragione dell’esito negativo della trattativa diretta con l’istituto bacario.

Infatti, le banche, come nel caso di specie, respingono le richieste di rimborso.

In realtà, il risarcimento può essere ottenuto nei casi di:

  • spoofing telefonico;

  • phishing o smishing;

  • falsi operatori bancari;

  • bonifici autorizzati sotto pressione o inganno;

  • accessi fraudolenti all’home banking.